Calomini

Ricco di verde, Calomini si trova su un colle non lontano da Vergemoli, in una posizione più soleggiata e riparata dalle intemperie.

La sua fondazione risale attorno al 1100 e il suo massimo sviluppo lo si ebbe qualche secolo più tardi quando, grazie alla sua posizione strategica fu al centro degli interessi dei signori del luogo.

La chiesa del paese è dedicata a San Tommaso, mentre è presente anche un altro edificio religioso di notevole interesse, la chiesetta dedicata alla Madonna Addolorata.

L’attrazione più importante rimane, però, l’Eremo di Calomini.

L’etimologia di Calomini potrebbe risalire al latino “callis minor”, riferito probabilmente alle minori dimensioni del monte dove sorge il paese. A testimonianza della presenza dei primi insediamenti umani, risalenti all’età preistorica, sono stati ritrovati in due diverse grotte della zona resti risalenti all’età del rame e del bronzo.
I primi reperti furono scoperti nel 1977 nella grotta chiamata “Buca delle Fate” vicino a Calomini, si tratta di una piccola grotta sepolcrale eneolitica, all’interno della quale furono rinvenute ossa umane appartenenti ad almeno 28 individui.

Fabbriche di Vallico

Fabbriche di Vallico sorge nel territorio della Garfagnana, nei pressi del torrente Turrite Cava a 349 m s.l.m.

La storia del borgo di Fabbriche di Vallico, iniziò con la fondazione di un piccolo eremo, appartenente all’ordine di S.Agostino dedicato a San Giorgio e San Galgano, avvenuta nel 1214 in località Valbona, grazie ad alcune donazioni effettuate dal popolo del castello di Trassilico.

In pochi anni il piccolo convento riuscì ad avere delle buone entrate. Solo nel 1461 quando Innocenzo X attraverso una “Bolla Pontificia” ordinò la soppressione di tutti i conventi aventi meno di dieci religiosi il convento venne così soppresso e unito definitivamente al convento lucchese di S. Agostino.

Ai primi del XIV secolo, con l’arrivo in zona di alcuni fabbri bergamaschi, a poca distanza dal convento lungo le rive del torrente Turrite Cava, iniziarono a sorgere delle piccole botteghe dedite alla lavorazione del ferro e più precisamente alla fabbricazione di chiodi, utensili e tanto altro materiale. Il borgo si trovò al centro di una aspra contesa che si concluse nel XV secolo con la conquista di Fabbriche di Vallico da parte del Ducato di Modena, retto dagli Estensi. Dalla seconda metà del XV secolo il casato degli Estensi assunse il controllo dell’intera area della Garfagnana e Fabbriche di Vallico venne pertanto annesso al Ducato Modenese condividendone le sorti e la storia fino all’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Dall’attività di lavorazione del ferro deriverà anche il nome del luogo “Fabbriche” che fino al XIX secolo rappresenterà una notevole fonte di reddito per la popolazione di quella stretta e impervia valle, abitata dall’uomo fin dal IV-V secolo a.C.

Nel centro abitato sorge l’antica Chiesa di San Giacopo Apostolo, risalente al XIII secolo, dove in precedenza sorgeva un convento ed al suo interno troviamo una riproduzione della “Grotta di Lourdes”.
Nel borgo sono presenti numerose testimonianze del periodo medievale come l’antico ponte che unisce le due sponde del torrente, poiché il borgo sorgeva su quelli che erano i confini tra la il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca fu costruita lì una stazione di dogana. 
Il borgo ha anche diversi palazzi del Quattrocento con suggestivi loggiati e giardini.

Dal paese di Fabbriche di Vallico è possibile raggiungere zone montane ed attrazioni legate alle bellezze delle Alpi Apuane che questo territorio offre.

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San Luigi

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Un alpeggio a 871 m s.l.m. con casolari sparsi nei prati tra castagni e faggi, da cui è
possibile raggiungere la cima del monte Palodina 1171 s.l.m. spartiacque tra la valle
di Turritecava e Gallicano.

Il villaggio pastorale di San Luigi deve il suo nome a Luigi Gonzaga, venerato nella
piccola Chiesa sconsacrata la cui conformazione attuale risale presumibilmente al
XVIII secolo come è indicato dalla data incisa sopra il portale di ingresso del fabbricato. Fino agli anni ’60 il culto del santo era ancora vivo nei residenti della zona, che portavano la sua effige in processione da Vallico Sopra a San Luigi. Da qualche anno la tradizionale festa di San Luigi ha ripreso il suo fascino, con il coinvolgimento della popolazione anche dei paesi limitrofi.


Posto in posizione assolata su una serie di dolci ed ampi terrazzamenti, San Luigi è costituito principalmente da famiglie di pastori. La pratica dell’alpeggio si è protratta qui, come in altri villaggi pastorali delle Alpi Apuane, fino ai primi anni del secondo dopoguerra, fin quando la debole economia pastorale è stata definitivamente sopraffatta dall’economia industriale del fondovalle. Nel villaggio risiedono ancora oggi alcune famiglie dedite alle attività agricole e pastorali, presso cui è possibile reperire produzioni tipiche e locali quali formaggi ovini e vaccini, insaccati di maiale e ottima farina di castagne.

All’interno della Chiesa sconsacrata è stato inserito un punto informazioni sul “Sentiero del Lupo”, un percorso che parte dai vecchi mulini e che passa dai borghi di Vallico Sotto, Vallico Sopra fino ad arrivare all’alpeggio di San Luigi. Una piccola area dove si possono trovate  dei cartelli informativi che illustrano le origini e l’evoluzione di questa specie. All’interno della struttura è presente anche una statua lignea creata dell’artista Luigi Paolini.

San Luigi Chiesetta

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A San Luigi è possibile trovare una chiesina sconsacrata ad oggi dedita alla
diffusione della conoscenza del Lupo, in quanto punto informazioni con pannelli e
cartellonistica che descrivono il legame tra il nostro territorio ed il Lupo, poiché una
migliore conoscenza ne aiuta la convivenza!!
Al suo interno è stata inserita anche la statua dello scultore Luigi Paolini e altri lavori
in legno realizzati da Graziano Marchetti.
Un luogo che rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati della montagna
e gli escursionisti affascinati da un paesaggio così ameno.

Campolemisi

Campolemisi fa parte delle frazioni del Comune di Fabbriche di Vergemoli, esso confina con il Comune di Stazzema e quello di Pescaglia. Campolemisi sorge a 632 metri SLM ed è un piccolo borgo del XVI secolo.

Nel paese è presente la chiesa dedicata a S. Maria della Neve costruita all’inizio del XVI secolo, il paese è disposto su di una collina con un particolare collegamento delle case circondate da stradine e numerose arcate in pietra.
Il grande pozzo lavatoio in paese per anni è stato utilizzato dagli abitanti del paese anche per l’irrigazione dei campi circostanti.

L’etimologia del nome è spiegata da due teorie: la prima individua l’origine del termine in “Campolimiti”, richiamando la posizione di confine tra i domini estensi, lucchesi e fiorentini; la seconda, forse meno attendibile in “Campo di Lemisi”, cioè dal nome del proprietario del primo campo dove sorsero gli insediamenti. Un’importante notizia è data da una mappa databile tra la fine del 1500 ed i primi decenni del 1600, che attesta per la prima volta l’esistenza di un nucleo di case sparse denominate “Campo Lemisi”.
Tra il 1713 e il 1716 si ha notizia dell’attività di una ferriera a Campolemisi, di proprietà della famiglia Papini. La veloce riduzione del materiale ferroso nelle vene metallifere e la concorrenza di altre ferriere situate su vie di comunicazioni più agevoli fecero sì che, nel 1720, l’attività di lavorazione del ferro a Fornovolasco fosse profondamente ridimensionata e ben presto le vene metallifere abbandonate.

Ad oggi l’idilliaco paese riscontra un totale di 20 abitanti anziani e non con l’ambizione di vivere e condividere la vita in montagna.

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