Gragliana

Gragliana è una piccola frazione del comune di Fabbriche di Vergemoli e si trova a 455 m s.l.m. sulla sponda sinistra del fiume Turrite Cava. Il piccolo abitato, anticamente conosciuto come Vallombrosa, era nel Medioevo un importante punto di ristoro per chi attraversava le Alpi Apuane. Qua si trovava l’ospitale di Garilliano, dedicato ai santi Marco e Lunardo, un luogo dedito al ristoro dei viandanti, travolto dalle acque del torrente Turrite Cava nel XVI secolo. Qui venne poi costruita la chiesa parrocchiale, ristrutturata nel 1845. Vi è presente un campo sportivo ed un’area giochi attrezzata frequentata in particolare nel periodo estivo. In paese sono presenti anche differenti attività commerciali molto importanti per il territorio come l’allevamento di trote e il forno per la produzione di pane e dolci.

Quello di Gragliana è un territorio ricco di acque e non a caso qui ha operato una delle ultime ferriere tradizionali in Italia. Il prosperare di ferriere e molini era legato alla presenza del castagno che forniva carbone ed alimento per le popolazioni locali. Infatti a pochi chilometri dall’abitato di Gragliana, lungo la sponda destra del torrente Turrite Cava, immerso nel verde dei boschi, si trovava un antico “Distendino”, caratteristico laboratorio artigianale per la produzione di utensili in ferro. La particolare caratteristica dell’attività era dovuta al fatto che il ferro grezzo veniva trasformato nelle forme richieste, esclusivamente impiegando l’energia prodotta dall’acqua raccolta in un invaso ubicato a monte dell’edificio la quale muoveva una pala che azionava un pesante maglio e il mantice che forniva ossigeno alla forgia. I F.lli Graziani per anni hanno esercitato l’attività con gli stessi gesti tramandati nel tempo per produrre zappe, vanghe, falci, ricercatissime dagli agricoltori per la loro resistenza, e i tradizionali “testi”, attrezzi irrinunciabili per chi voglia cucinare necci, focacce leve e crisciolette.

Chiesa di San Pellegrino


{ PH: Lisa Mazzei Photography }

La frazione di San Pellegrinetto è la più alta del Comune di Fabbriche di Vergemoli, essendo situata a 953 m sul livello del mare in cui la popolazione è divisa in gruppi di case posizionati in punti elevati o in prossimità di sorgenti d’acqua. In origine l’insieme di questi piccoli gruppi abitativi era chiamato Alpe di Trassilico, forse perché dipendente dalla Parrocchia di quest’ultimo paese ed assunse il nome attuale solo dopo la costruzione della chiesa, iniziata per volontà popolare nel 1680 ed intitolata a San Pellegrino. L’impianto originale dell’edificio era con ogni probabilità a croce latina con l’aula caratterizzata da una volta a botte con lunette e il transetto da crociere. Non sono noti i dettagli degli interventi subiti dalla chiesa nel corso dei secoli, sicuramente nel 1734 l’edificio venne ampliato, probabilmente con l’aggiunta della navata laterale sinistra, e nel 1882 restaurato come testimonia la data incisa sull’architrave della porta di ingresso principale. La chiesa di San Pellegrinetto viene elevata alla funzione di Parrocchia, quindi resa indipendente, solo nel 1947.

Fornovolasco

L’etimologia del nome è incerta: la parola “forno” indica sicuramente l’attività fusoria, documentata fin dall’epoca Medievale, mentre la parola “Volasco”, per alcuni, è attribuita ad un certo Volasco di Brescia, che per primo avrebbe introdotto in Garfagnana l’industria dell’escavazione del ferro. Per altri il nome “Volasco” deriva da un antico ospitale detto Volaschio.

fornovolasco
{Ph: katia Fantozzi }

L’origine medievale della lavorazione del ferro è dimostrata da interessanti documenti ritrovati nell’archivio di S. Martino di Lucca che narrano come le miniere e le pratiche fusorie del ferro fossero già sviluppate nel XVI secolo, prima che fosse importata la tecnologia dei Bresciani. Sempre da alcuni documenti risulta che nel 1369 gli uomini del paese esportassero il ferro prodotto fino a Stazzema.

 

Il paese si sviluppa nel parco delle Alpi Apuane in una stretta valle, all’incrocio di due torrenti, alla base della Pania della croce. Il paesaggio è arricchito da una grande apertura circolare di un monte denominato: “Monte Forato” (o Pania Forata)

Proprio su questa montagna viene svolta “L’altalena più emozionante del mondo”! Un’esperienza unica che permette di poter “dondolare” all’interno dell’arco del monte forato, accompagnati e seguiti da guide selezionate. Il percorso dura circa 5 ore.

Le acque che dividono il paese in tre settori sono quelle del torrente Petrosciana. Poco lontano si trova la maestosa Grotta del Vento.

 

L’alluvione del 1996

Nel primo pomeriggio del 19 Giugno del 1996 sulla Garfagnana e sulla Versilia si sviluppò un improvviso e devastante diluvio che in poche ore, fece cadere un livello record di pioggia.
Fornovolasco fu tra i paesi a pagarne maggiormente le conseguenze: dalla valle scese una quantità d’acqua mista a fango e detriti che distrusse tutti i ponti del paese e portò via interamente alcune case.
Questa tragedia trovò però un’immediata reazione da parte della popolazione fino agli enti locali e regionali, e Fornovolasco un anno dopo, poté inaugurare i nuovi ponti. Anche la chiesa di San Francesco D’Assisi, invasa dall’acqua nella disastrosa alluvione, fu rinfrescata con i disegni del maestro Paolo Maiani.

Vispereglia

Vispereglia (Fabbriche di Vergemoli) 670 m. s.l.m. Ghost Village


      

To visit this ghost village, you need to call the Municipality of Fabbriche di Vergemoli and ask if you can speak to an employee that work on the project “Houses at 1€” to get an appointment. We want to warn you that the village it’s approchable by walking, following a way of 6 km (1 h of walking) or with an 4×4 vehicle (we don’t have one).

Where can I find this little village? Can I see where it’s located? Links:

Vispereglia coordinates: 44° 02′ 02” N 10° 23′ 04” E
Vispereglia on Maps
Vispereglia on Google Earth
Vispereglia on Google Earth

Chiesa di San Marco e San Leonardo

Gragliana fu sede nel Medioevo dell’ospitale di Garilliano, dedicato ai Santi Marco e Lunardo. L’ospizio, ricordato in un documento del 1260, provvidenziale per chi attraversava la catena della Apuane in questa zona, fu travolto da una piena del fiume alla metà del XVI secolo. Sulle sue rovine sorse la chiesa attuale, che il 21 aprile 1559 fu autorizzata dal Vescovo di Lucca. La parrocchia fu eretta nel 1653. L’edificio subì una ristrutturazione nel 1845. Dalla chiesa è possibile osservare l’intero paese e il grande campo sportivo. Per accedervi bisogna percorrere delle caratteristiche stradine interne di paese tutte in sassi, passando anche sotto delle volte. Ad oggi utilizzata per le differenti celebrazioni rimane un punto di riferimento importante per la popolazione.

stefcolo
{ PH: Stefano Colognori }

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