Vetriceto

VETRICETO ( Fabbriche di Vergemoli ) 808 m. s.l.m.

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Located at 150 meters downstream to the crossroad between the route coming from “Aleva” and the motorable “San Pellegrinetto-Fornovolasco”. Vetriceto It’s one of the countless little village situated on the “Alpe di San Pellegrinetto”. The hamlet it is approachable from the route by go down from a hairpin turn where you can find a little chapel. Vetriceto was a relatively big hamlet, for example, it is bigger than Aleva. Today it is mostly a ghost village.

              

Where can I find this little village? Can I see where it’s located? Links:

Vetriceto Coordinates: 44° 01’13’’ N 10° 22’ 10’’ E
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Bovaio

Bovaio (Vergemoli) 861 s.l.m. 

The hamlet it’s located at few steps from “San Pellegrinetto” and “Gallatoio”, in the heart of the “Parco delle Alpi Apuane”. This little village still populate that offer an open club on the weekend and it’s always very involved in organizing  parties and themed dinners.

The available estate it’s the one evidenced in red on the photo below, it’s one of the two houses of our project in better conditions.

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Where can I find this little village? Can I see where it’s located? Links:

Bovaio coordinates: 44° 01′ 15″ N 10° 22′ 50″ E
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Fabbriche di Vallico

Fabbriche di Vallico sorge nel territorio della Garfagnana, nei pressi del torrente Turrite Cava a 349 m s.l.m.

La storia del borgo di Fabbriche di Vallico, iniziò con la fondazione di un piccolo eremo, appartenente all’ordine di S.Agostino dedicato a San Giorgio e San Galgano, avvenuta nel 1214 in località Valbona, grazie ad alcune donazioni effettuate dal popolo del castello di Trassilico.

In pochi anni il piccolo convento riuscì ad avere delle buone entrate. Solo nel 1461 quando Innocenzo X attraverso una “Bolla Pontificia” ordinò la soppressione di tutti i conventi aventi meno di dieci religiosi il convento venne così soppresso e unito definitivamente al convento lucchese di S. Agostino.

Ai primi del XIV secolo, con l’arrivo in zona di alcuni fabbri bergamaschi, a poca distanza dal convento lungo le rive del torrente Turrite Cava, iniziarono a sorgere delle piccole botteghe dedite alla lavorazione del ferro e più precisamente alla fabbricazione di chiodi, utensili e tanto altro materiale. Il borgo si trovò al centro di una aspra contesa che si concluse nel XV secolo con la conquista di Fabbriche di Vallico da parte del Ducato di Modena, retto dagli Estensi. Dalla seconda metà del XV secolo il casato degli Estensi assunse il controllo dell’intera area della Garfagnana e Fabbriche di Vallico venne pertanto annesso al Ducato Modenese condividendone le sorti e la storia fino all’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861 ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Dall’attività di lavorazione del ferro deriverà anche il nome del luogo “Fabbriche” che fino al XIX secolo rappresenterà una notevole fonte di reddito per la popolazione di quella stretta e impervia valle, abitata dall’uomo fin dal IV-V secolo a.C.

Nel centro abitato sorge l’antica Chiesa di San Giacopo Apostolo, risalente al XIII secolo, dove in precedenza sorgeva un convento ed al suo interno troviamo una riproduzione della “Grotta di Lourdes”.
Nel borgo sono presenti numerose testimonianze del periodo medievale come l’antico ponte che unisce le due sponde del torrente, poiché il borgo sorgeva su quelli che erano i confini tra la il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca fu costruita lì una stazione di dogana. 
Il borgo ha anche diversi palazzi del Quattrocento con suggestivi loggiati e giardini.

Dal paese di Fabbriche di Vallico è possibile raggiungere zone montane ed attrazioni legate alle bellezze delle Alpi Apuane che questo territorio offre.

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San Luigi

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Un alpeggio a 871 m s.l.m. con casolari sparsi nei prati tra castagni e faggi, da cui è
possibile raggiungere la cima del monte Palodina 1171 s.l.m. spartiacque tra la valle
di Turritecava e Gallicano.

Il villaggio pastorale di San Luigi deve il suo nome a Luigi Gonzaga, venerato nella
piccola Chiesa sconsacrata la cui conformazione attuale risale presumibilmente al
XVIII secolo come è indicato dalla data incisa sopra il portale di ingresso del fabbricato. Fino agli anni ’60 il culto del santo era ancora vivo nei residenti della zona, che portavano la sua effige in processione da Vallico Sopra a San Luigi. Da qualche anno la tradizionale festa di San Luigi ha ripreso il suo fascino, con il coinvolgimento della popolazione anche dei paesi limitrofi.


Posto in posizione assolata su una serie di dolci ed ampi terrazzamenti, San Luigi è costituito principalmente da famiglie di pastori. La pratica dell’alpeggio si è protratta qui, come in altri villaggi pastorali delle Alpi Apuane, fino ai primi anni del secondo dopoguerra, fin quando la debole economia pastorale è stata definitivamente sopraffatta dall’economia industriale del fondovalle. Nel villaggio risiedono ancora oggi alcune famiglie dedite alle attività agricole e pastorali, presso cui è possibile reperire produzioni tipiche e locali quali formaggi ovini e vaccini, insaccati di maiale e ottima farina di castagne.

All’interno della Chiesa sconsacrata è stato inserito un punto informazioni sul “Sentiero del Lupo”, un percorso che parte dai vecchi mulini e che passa dai borghi di Vallico Sotto, Vallico Sopra fino ad arrivare all’alpeggio di San Luigi. Una piccola area dove si possono trovate  dei cartelli informativi che illustrano le origini e l’evoluzione di questa specie. All’interno della struttura è presente anche una statua lignea creata dell’artista Luigi Paolini.

San Luigi Chiesetta

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A San Luigi è possibile trovare una chiesina sconsacrata ad oggi dedita alla
diffusione della conoscenza del Lupo, in quanto punto informazioni con pannelli e
cartellonistica che descrivono il legame tra il nostro territorio ed il Lupo, poiché una
migliore conoscenza ne aiuta la convivenza!!
Al suo interno è stata inserita anche la statua dello scultore Luigi Paolini e altri lavori
in legno realizzati da Graziano Marchetti.
Un luogo che rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati della montagna
e gli escursionisti affascinati da un paesaggio così ameno.

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