Chiesa di San Pellegrino


{ PH: Lisa Mazzei Photography }

La frazione di San Pellegrinetto è la più alta del Comune di Fabbriche di Vergemoli, essendo situata a 953 m sul livello del mare in cui la popolazione è divisa in gruppi di case posizionati in punti elevati o in prossimità di sorgenti d’acqua. In origine l’insieme di questi piccoli gruppi abitativi era chiamato Alpe di Trassilico, forse perché dipendente dalla Parrocchia di quest’ultimo paese ed assunse il nome attuale solo dopo la costruzione della chiesa, iniziata per volontà popolare nel 1680 ed intitolata a San Pellegrino. L’impianto originale dell’edificio era con ogni probabilità a croce latina con l’aula caratterizzata da una volta a botte con lunette e il transetto da crociere. Non sono noti i dettagli degli interventi subiti dalla chiesa nel corso dei secoli, sicuramente nel 1734 l’edificio venne ampliato, probabilmente con l’aggiunta della navata laterale sinistra, e nel 1882 restaurato come testimonia la data incisa sull’architrave della porta di ingresso principale. La chiesa di San Pellegrinetto viene elevata alla funzione di Parrocchia, quindi resa indipendente, solo nel 1947.

Gragliana

Gragliana è una piccola frazione del comune di Fabbriche di Vergemoli e si trova a 455 m s.l.m. sulla sponda sinistra del fiume Turrite Cava. Il piccolo abitato, anticamente conosciuto come Vallombrosa, era nel Medioevo un importante punto di ristoro per chi attraversava le Alpi Apuane. Qua si trovava l’ospitale di Garilliano, dedicato ai santi Marco e Lunardo, un luogo dedito al ristoro dei viandanti, travolto dalle acque del torrente Turrite Cava nel XVI secolo. Qui venne poi costruita la chiesa parrocchiale, ristrutturata nel 1845. Vi è presente un campo sportivo ed un’area giochi attrezzata frequentata in particolare nel periodo estivo. In paese sono presenti anche differenti attività commerciali molto importanti per il territorio come l’allevamento di trote e il forno per la produzione di pane e dolci.

Quello di Gragliana è un territorio ricco di acque e non a caso qui ha operato una delle ultime ferriere tradizionali in Italia. Il prosperare di ferriere e molini era legato alla presenza del castagno che forniva carbone ed alimento per le popolazioni locali. Infatti a pochi chilometri dall’abitato di Gragliana, lungo la sponda destra del torrente Turrite Cava, immerso nel verde dei boschi, si trovava un antico “Distendino”, caratteristico laboratorio artigianale per la produzione di utensili in ferro. La particolare caratteristica dell’attività era dovuta al fatto che il ferro grezzo veniva trasformato nelle forme richieste, esclusivamente impiegando l’energia prodotta dall’acqua raccolta in un invaso ubicato a monte dell’edificio la quale muoveva una pala che azionava un pesante maglio e il mantice che forniva ossigeno alla forgia. I F.lli Graziani per anni hanno esercitato l’attività con gli stessi gesti tramandati nel tempo per produrre zappe, vanghe, falci, ricercatissime dagli agricoltori per la loro resistenza, e i tradizionali “testi”, attrezzi irrinunciabili per chi voglia cucinare necci, focacce leve e crisciolette.

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